Manlio d’Agostino

L’idea di poter legare alcune riflessioni economiche ad opere d’arte, è a me vicina, tant’è vero che molti dei miei libri riportano in copertina una “pittura”, con un significato ed una vita autonoma e parallela.
L’unione della scienza umanistico-economica con le diverse espressioni artistiche si possono tradurre in una reciproca forma divulgativa, metodo di apertura ed integrazione delle arti contro l’eccessiva specializzazione che spesso rende l’apprezzamento eccessivamente “tecnico”, mettendo da parte la personale sensazione ed interpretazione.
 Per poter coniugare alcuni aspetti etici dell’economia con l’arte, mi soffermerei alle prime sensazioni che ha suscitato (in me) questa opera, sommatoria del senso di fiducia, di valore (non solo economico), di credibilità, di sacrificio, e di rispetto. Alle prime, perché sono quelle più spontanee, più naturali, non elaborate dopo una attenta ricerca di un particolare nel dipinto.
Sensazioni che ovviamente sono legate tanto ad una percezione della realtà, quanto alla speranza di poter individuare un percorso verso il futuro, convinto che la visione di ciascuno si possa tradurre nella capacità di andare oltre gli ostacoli a breve, verso obiettivi di lungo termine.
In questo, personalmente, sono guidato dalla Fede e dalla Provvidenza che illuminano anche la strada (anche quella) più scura, senza mai abbagliare o accecare; non banalizzando i problemi, ma facendo emergere anche i punti di forza che possono essere trasformati in opportunità.
 
Sacrificio – il contrasto tra la solennità del “passo” e la figura della bambina che rappresenta l’innocenza e la purezza (sottolineata peraltro dalle ali angeliche che sovrastano il suo capo), sottolinea una tensione di fondo che culmina tanto nell’offerta a degli estranei ammassati dentro una scatola (che attendono di poter mettere le mani su una “singola” banconota) quanto da una inquietante precisione dei particolari per accoglierla in Banca (l’angolo retto formato dal lungo carpet).
Il tutto mi ha fatto emergere un “retro-gusto” di una passione propria e di altri. Attenzione, poiché il significato di passione è duplice: Un “trasporto totale per una idea o un’opinione, un impegno che viene da dentro” ma anche quello di sofferenza, patimento che è nato traducendo il greco dei Vangeli, nei quali con pathos si indicava appunto il martirio di Gesù. Insomma un sacrificio, delle rinunce che tendono verso una più grande speranza e soddisfazione!
 
Rispetto – “Una società giusta può essere realizzata soltanto nel rispetto della dignità trascendente della persona umana. Essa rappresenta il fine ultimo della società, la quale è ad essa ordinata”. È proprio traendo spunto dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa che possiamo progettare un modello sociale ed economico, strumento per uscire dall’attuale crisi complessiva (ovvero non solo globale ed economica, ma anche e soprattutto di valori e di relazioni).
Troppo spesso si è confuso il fine con i mezzi: tanto ogni piccola azione quanto la strategia complessiva deve essere pensata in funzione della “persona umana” (così come viene richiamata nella nostra Carta Costituzionale) per raggiungere la dignità del singolo. Ogni atto in cui la persona viene considerato strumento, al contrario, non solo lede i diritti naturali, ma purtroppo fa emergere quella poca lungimiranza di chi crede di poter vivere avulso da un contesto relazionale complesso, che muta velocemente, sia nella struttura quanto nel ruolo assunto dal singolo. In questa società, sia tanto fornitori quanto clienti, medici quanto pazienti, governanti quanto cittadini, e genitori che devono pensare al futuro non solo dei figli diretti, ma anche del contesto in cui questi dovranno vivere. Gli autentici mutamenti sociali sono effettivi e duraturi soltanto se fondati su decisi cambiamenti della condotta personale. Non sarà mai possibile un’autentica moralizzazione della vita sociale, se non a partire dalle persone e facendo riferimento ad esse: infatti, l’esercizio della vita morale attesta la dignità della persona”.
La “banconota” è uno strumento di pagamento oppure lo scopo della vita materiale di molte persone?
 
Valore – è la bivalenza del significato del termine che diventa pilastro della vita di quanti si assumono un ruolo nella società e nella economia.
In primo luogo è “l’insieme degli elementi e delle qualità morali e intellettuali che sono generalmente considerati il fondamento positivo della vita umana e della società (ideali, principi morali, tradizioni ecc.)”; ma allo stesso tempo è il rapporto quantitativo dello scambio con altri beni o con moneta o l’utilità che si concorda tra le diverse parti.
Tanto la priorità, quanto il peso proporzionale e relativo tra il primo ed il secondo significato è influenzata dal modello educativo che viene trasferito dal contesto familiare e sociale: il senso di responsabilità verso la comunità, porta a pensare che i valori costruiscono serenità a breve e solidità nel lungo termine; il valore materiale consente un accumulo di ricchezze a breve termine, ma con una forte componente di incertezza nel lungo termine.
 
Fiducia & Credibilità – La fiducia si basa sulla qualità delle relazioni. La qualità della relazione genera credibilità, che a sua volta dipende dalla reputazione che il singolo si costruito nel proprio contesto: ne deriva che un comportamento etico aumenta la reputazione e la credibilità, e consolida la fiducia. D’altronde va considerato che – in termini tecnici – il prestito di denaro da una banca ad una persona si basa su un “affidamento” e l’intero processo si definisce del “credito”: risulta chiaro come questo non sia un legame solo etimologico, ma il vero fondamento che non può essere scardinato. Alla mancanza di uno dei fattori (o di entrambi), il “meccanismo” si inceppa!
Su questa terra, a ciascuno di noi è stato affidato un “tesoro”: forse, dovremmo considerarlo come una eredità da valorizzare, piuttosto che come un patrimonio da custodire.
La parabola dei talenti ci ha insegnato che quanto abbiamo vale poco, se non lo mettiamo a frutto in una ottica di Bene Comune e trascendente. Dovremmo imparare ad agire con “buona fede”, con responsabilità e con sentimenti di gratitudine verso chi ce l’ha donato.
 
Manlio d’Agostino
 
Treasure – Florian Doru Crihana

 

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